Divieti accensione camini 2026: la mappa delle restrizioni in Emilia Romagna e Veneto

Divieti accensione camini 2026: la mappa delle restrizioni in Emilia Romagna e Veneto

Contesto: perché nel 2026 si parla di divieti di accensione camini

Dal periodo invernale 2025-2026 molte regioni del Nord Italia, in particolare Emilia Romagna e Veneto, hanno rafforzato le misure per il miglioramento della qualità dell’aria. Le limitazioni riguardano soprattutto:

  • caminetti aperti a legna
  • camini chiusi e termocamini obsoleti
  • stufe a legna e pellet con bassa classe emissiva (1, 2, 3 stelle) L’obiettivo non è vietare il riscaldamento a biomassa in generale, ma bloccare gli apparecchi più inquinanti e favorire l’uso di generatori moderni, ad alta efficienza e basse emissioni. In parallelo, per i nuovi impianti vengono imposti requisiti sempre più stringenti in termini di classe ambientale.

Divieti camini 2026: cosa significa davvero “divieto di accensione”

È importante chiarire che non esiste un divieto assoluto e generalizzato di accendere stufe e camini. Il quadro normativo distingue nettamente tra:

  • uso di apparecchi esistenti (con limitazioni in base alla classe emissiva e alle zone)
  • installazione di nuovi impianti (con requisiti minimi molto elevati)
  • situazioni con sistema di riscaldamento alternativo presente (gas, pompe di calore, teleriscaldamento ecc.) In pratica:
  • gli apparecchi aperti o con classe emissiva bassa vengono limitati o vietati nei periodi critici per il particolato (PM10, PM2.5), soprattutto nelle aree di pianura;
  • i generatori moderni, certificati 4 o 5 stelle e correttamente installati, restano utilizzabili nel rispetto delle norme locali. Per chi vende e installa stufe a pellet e legna evolute, queste norme rappresentano un’opportunità: accompagnare gli utenti nella sostituzione degli apparecchi obsoleti con soluzioni più pulite e conformi.

Emilia Romagna: la mappa delle restrizioni 2025-2026

Zone interessate

Le limitazioni più rilevanti per camini e stufe a biomassa riguardano:

  • Comuni di Pianura Est
  • Comuni di Pianura Ovest
  • Agglomerato di Bologna In queste aree la regolamentazione è particolarmente stringente, perché si tratta di territori con elevata criticità per le polveri sottili.

Periodo e fasce orarie

Per la stagione termica dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno:

  • le limitazioni si applicano in modo strutturale nella fascia oraria 8:30 – 18:30 dal lunedì al venerdì nei centri abitati di pianura e nell’agglomerato di Bologna;
  • per molti divieti relativi agli impianti a biomassa, il riferimento è l’intero periodo 1 ottobre – 31 marzo, con particolare attenzione alle giornate di superamento dei limiti di qualità dell’aria.

Divieto di accensione caminetti aperti

In Emilia Romagna è previsto:

  • divieto di accensione di caminetti aperti a legna dal 1 ottobre al 31 marzo, se è presente un sistema alternativo di riscaldamento domestico, in tutti i comuni di:
    • Pianura Est
    • Pianura Ovest
    • Agglomerato di Bologna Questo significa che un camino aperto usato solo “per atmosfera” in case già dotate di impianto a gas o altro sistema di riscaldamento è, nella pratica, non utilizzabile per tutto l’inverno.

Stop agli impianti a biomassa fino a 3 stelle (2025-2026)

Per la stagione 1 ottobre 2025 – 31 marzo 2026 è previsto uno stop all’utilizzo, per il riscaldamento domestico, di:

  • caminetti aperti
  • camini chiusi
  • stufe a legna o pellet
  • inserti e cucine a legna o pellet
  • caldaie a pellet o cippato con classe di prestazione emissiva fino a 3 stelle (1, 2 e 3 stelle), negli immobili civili in cui è presente un sistema alternativo di riscaldamento, in tutti i Comuni di:
  • pianura est
  • pianura ovest
  • agglomerato di Bologna In altre parole, se l’abitazione dispone già di un impianto a gas, pompa di calore o similare, gli apparecchi a biomassa legnosa fino a 3 stelle non possono essere usati come sistema di riscaldamento principale in quel periodo.

Misure ordinarie fino al 31 marzo 2026 (es. Bassa Romagna)

In alcuni territori (come la Bassa Romagna), fino al 31 marzo 2026 restano in vigore misure ordinarie che includono:

  • divieto di qualsiasi combustione all’aperto a scopo di intrattenimento (falò, fuochi d’artificio), salvo barbecue;
  • divieto di abbruciamento di residui vegetali;
  • riduzione delle temperature interne (19 °C per abitazioni, uffici, locali commerciali; 17 °C per attività industriali e artigianali);
  • divieto di utilizzo di generatori di calore a biomassa (camini, stufe) con classe emissiva inferiore a 4 stelle in presenza di metodo di riscaldamento alternativo. Queste misure impattano direttamente su vecchie stufe a legna, camini tradizionali e apparecchi non certificati, che diventano di fatto non utilizzabili nel periodo invernale.

Nuovi impianti: obbligo 5 stelle dal 2024

Dal 6 febbraio 2024, in tutto il territorio regionale dell’Emilia Romagna:

  • è vietata l’installazione di nuovi generatori di calore a biomassa (stufe, camini, caldaie) con prestazioni inferiori alla classe 5 stelle per le emissioni di particolato e COT;
  • i nuovi impianti non possono comunque avere prestazioni emissive inferiori alle 4 stelle per altri parametri emissivi e di rendimento energetico. Per le stufe a pellet sotto i 35 kW, è inoltre obbligatorio utilizzare pellet certificato secondo la norma UNI EN ISO 17225-2, classe A1, per garantire performance e riduzione delle emissioni.

Veneto: quadro generale dei divieti 2026

Impianti obsoleti e classi emissive basse

Nel Veneto, come in altre regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna), le limitazioni per il periodo inverno 2025-2026 non vietano a priori l’accensione di stufe e camini, ma si concentrano su:

  • generatori a biomassa con classe emissiva 1 o 2 stelle, considerati ormai troppo inquinanti rispetto agli standard attuali;
  • limitazioni sull’uso di stufe e caminetti a legna con classe emissiva inferiore a 4 stelle, quando è presente un altro sistema di riscaldamento. Il principio è analogo a quello dell’Emilia Romagna: se hai un impianto alternativo moderno, non puoi continuare a usare un vecchio camino o stufa molto inquinante come principale sistema di riscaldamento.

Nuove installazioni: minimo 4 stelle, tendenza verso le 5 stelle

Dal 2019, nel Veneto, è stato introdotto il divieto di installare nuovi generatori di calore a biomassa che non raggiungano almeno la classe 4 stelle. Per il 2025-2026, la tendenza normativa e tecnica è:

  • privilegiare apparecchi 5 stelle, con certificazione ambientale e valori emissivi molto ridotti;
  • limitare fortemente (o vietare) l’uso degli apparecchi con classe 1 e 2 stelle, in particolare nelle zone di pianura e nei centri urbani. Questo quadro spinge il mercato verso stufe e camini di nuova generazione, con controlli accurati su:
  • efficienza energetica;
  • emissioni di particolato;
  • rispetto della normativa UNI 10683 per installazione e sicurezza (impianti fino a 35 kW).

Emilia Romagna vs Veneto: cosa cambia per chi ha un camino o una stufa

Aspetto chiaveEmilia RomagnaVeneto
Periodo critico1 ottobre – 31 marzo1 ottobre – 31 marzo (variabile per misure locali)
Caminetti apertiVietati nei comuni di pianura e Agglomerato Bologna se presente altro impiantoFortemente limitati, soprattutto se in classe 1–2 stelle
Classe minima per uso regolareIn molte aree servono almeno 4 stelle, con stop fino a 3 stelle in pianura 2025-2026Minimo 4 stelle per nuove installazioni, limitazioni su 1–2 stelle
Nuove installazioniDal 6/2/2024 solo generatori 5 stelle per particolato e COTDal 2019 vietati nuovi impianti sotto 4 stelle, tendenza verso 5 stelle
Presenza di impianto alternativoCondizione essenziale per attivare divieto di uso di impianti a biomassa obsoletiAnche qui, la presenza di impianto alternativo rende più rigide le limitazioni
Per il consumatore finale, il messaggio è chiaro:
  • vecchi camini aperti e stufe a legna “tradizionali” sono sempre più incompatibili con le normative 2025-2026;
  • è conveniente valutare la sostituzione con stufe a pellet o legna certificate 5 stelle, che permettono di usare la biomassa in modo conforme e sostenibile.

Come adeguarsi ai divieti: consigli pratici per utenti e installatori

Per chi possiede un camino o una stufa a biomassa in Emilia Romagna o Veneto, nel 2026 conviene seguire un percorso chiaro.

1. Verificare la classe emissiva dell’apparecchio

La prima cosa da fare è identificare:

  • classe emissiva (da 1 a 5 stelle);
  • anno di installazione;
  • certificazioni disponibili. Se l’apparecchio è:
  • 1–2 stelle: è ad alto rischio di divieti di utilizzo nelle stagioni 2025-2026 e successive;
  • 3 stelle: soggetto a limitazioni significative in Emilia Romagna (pianura e agglomerato Bologna) tra 1/10/2025 e 31/03/2026;
  • 4–5 stelle: in linea con le normative attuali, ma va comunque verificata la conformità locale (comuni specifici, ordinanze).

2. Valutare la presenza di un sistema di riscaldamento alternativo

Molti divieti si attivano solo se è presente un altro sistema di riscaldamento domestico (es. caldaia a gas, pompa di calore). È utile quindi:

  • capire se il camino o la stufa a legna/pellet è impianto principale o secondario/di integrazione;
  • sapere che, se esiste un impianto alternativo, l’uso degli apparecchi a biomassa meno performanti viene fortemente limitato in inverno.

3. Pianificare la sostituzione dell’impianto obsoleto

Dato il quadro normativo:

  • chi ha un camino aperto o una stufa a legna vecchia dovrebbe valutare già nel 2025-2026 la sostituzione con:
    • stufa a pellet 5 stelle, certificata e installata secondo UNI 10683;
    • stufa a legna moderna ad alta efficienza e bassa emissione;
    • camino chiuso o termocamino certificato 4–5 stelle. Dal punto di vista delle aziende del settore, è fondamentale proporre:
  • consulenza normativa su Emilia Romagna e Veneto;
  • soluzioni impiantistiche che rispettino limiti emissivi e classi minime richieste;
  • supporto nella disattivazione o bonifica dei vecchi apparecchi non conformi.

4. Utilizzare combustibili certificati

Per le stufe a pellet, in particolare:

  • scegliere pellet certificato classe A1 UNI EN ISO 17225-2;
  • monitorare umidità, qualità del legno e assenza di additivi. Questo non solo migliora rendimento e pulizia dell’impianto, ma contribuisce a rispettare i valori di emissione richiesti dalle norme regionali.

Impatto sui camini “decorativi” e sull’uso occasionale

Un tema spesso frainteso riguarda i camini utilizzati “per atmosfera” e non come fonte di riscaldamento principale. Nel 2026, in Emilia Romagna e Veneto:

  • anche l’uso occasionale di camini aperti o stufe molto datate può essere soggetto a divieti, soprattutto nelle zone di pianura e nei periodi di criticità atmosferica;
  • le ordinanze locali spesso non distinguono tra uso “decorativo” e uso “termico”: ciò che conta è la presenza di un impianto alternativo e la classe emissiva dell’apparecchio. Per mantenere un’estetica del fuoco senza violare le norme, molte famiglie scelgono:
  • camini chiusi a legna certificati 5 stelle;
  • stufe a pellet con fiamma visibile, vetro ampio e design curato;
  • soluzioni ibride con integrazione a pompe di calore e regolazioni avanzate.

Opportunità per il riscaldamento a pellet e legna di nuova generazione

Le restrizioni 2025-2026 su camini e stufe in Emilia Romagna e Veneto non segnano la fine della biomassa, ma la transizione verso:

  • apparecchi altamente performanti, con classe 5 stelle, adatti alle normative più severe;
  • sistemi combinati (biomassa + altre fonti) con controllo fine della combustione e riduzione delle emissioni. Per chi opera professionalmente nel settore, diventa strategico:
  • proporre soluzioni chiavi in mano: consulenza normativa, scelta apparecchio, progettazione, installazione e manutenzione;
  • comunicare in modo chiaro ai clienti che:
    • i vecchi camini aperti e stufe 1–2 stelle sono destinati allo stop;
    • le stufe moderne a pellet/legna permettono di continuare a usare la biomassa nel rispetto delle leggi;
  • valorizzare la certificazione ambientale (stelle, UNI 10683, UNI EN ISO 17225-2) come elemento di qualità. Nel 2026, investire in una stufa a pellet o legna 5 stelle significa non solo riscaldare la casa in modo economico e confortevole, ma anche mettersi al riparo dai divieti di accensione che colpiscono gli impianti obsoleti in Emilia Romagna, Veneto e in tutto il Nord Italia.

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